giovedì 21 aprile 2016

Come abituare il bambino a dormire nel proprio letto

Non sarà certamente una delle prime preoccupazioni di un neo genitore, soprattutto nei primi mesi di vita, ma sai bene che arriverà anche per te il momento in cui dovrai abituare il bambino a dormire nel proprio letto e non sarà cosa semplice.
Del resto a quale piccino non piace dormire nel lettone con mamma e papà, e a chi non piace dormire accanto al proprio piccolo durante la notte? Per quanto tenera sia, a lunga andare tale “abitudine” potrebbe rivelarsi controproducente. Nelle prossime righe scopriremo insieme come fare questo passo nel modo più equilibrato possibile.

Questione di pazienza e determinazione


Magari ti avranno convinto i suoi occhietti dolci o hai ceduto per il troppo stress o ancora per i suoi pianti incessanti, adesso però è il momento di cambiare atteggiamento e di convincere tuo figlio a dormire nel suo lettino. Per farlo, dovrai per prima cosa armarti di infinita pazienza e determinazione; se i bambini non mollano il lettone dei genitori spesso è proprio per la loro mancanza di determinazione, oltre che per motivi di praticità. Questo darà poi il via ad una serie di conseguenze, quali:
  • A turno, mamma e papà si ritrovano costretti a dormire in cameretta o sul divano;
  • Addio intimità di coppia (e non ci si riferisce unicamente ai rapporti sessuali);
  • Sonno disturbato, interrotto da eventuali gomitate o spintoni;

Cosa fare per aiutare il bambino a dormire nel suo lettino?


La cosa più giusta da fare sarebbe quella di abituare i nostri piccini fin dal primo giorno a dormire nel lettino, ma procediamo con ordine e vediamo come comportarci se:
  • Il bambino ha meno di 1 anno: per quanto “straziante” e doloroso possa essere, provare ad abituarlo a quest’età risulta più “facile” e veloce. In che modo? Fagli notare ad esempio quanto è bello il suo lettuccio; quando arriva l’ora della nanna, dopo il rituale cambio del pannolino e dopo aver messo il pigiamino, raccontagli una favola. Successivamente, un bel bacino sulla fronte, accensione della lucina anti buio e via dalla sua cameretta. È ovvio che piangerà, ma sii risoluta e decisa; se dopo cinque minuti le strilla dovessero continuare, torna da lui, tranquillizzalo (magari intonandogli una canzoncina), ridagli la buonanotte ed esci nuovamente dalla sua stanza. Ripeti l’eventuale “iter” fino a quando non si stancherà e, soprattutto, ripeti queste azioni ogni sera. La ritualità di questi gesti e il tornare da lui a brevi intervalli di tempo saranno indispensabili per fargli sentire la tua vicinanza e piano piano imparerà a dormire da solo;
  • Se il bambino è più grande: in questo caso la faccenda si fa più ardua! Le sue abilità motorie, nonché psico-cognitive richiederanno da parte tua un approccio diverso, oltre che più fermo. Cerca di far capire al piccolo l’importanza di adottare questo nuovo comportamento; a seconda dell’età, nonché alle sue preferenze, scegli insieme a lui qualcosa da leggere o canticchiare prima della nanna e, naturalmente, rassicuralo della tua presenza qualora dovesse svegliarsi durante la notte. Con i bambini più grandicelli, l’ostacolo maggiore non sarà il loro pianto, bensì il fatto che potrebbero cominciare a seguirti per casa. Con amore, dedizione e senza fare battaglie, tornate insieme nella sua cameretta ed approfitta per leggere una nuova favoletta o scambiare due chiacchiere. Ripeti questo rituale ogni giorno e vedrai che a poco a poco otterrai il risultato sperato.

Consigli pratici per convincere il bambino a dormire nel proprio letto


Con l'aiuto della psicologia dei bambini, vogliamo concludere il nostro articolo con alcuni consigli utili a convincere il bambino a dormire nel proprio letto:
  • Quando capisci che è arrivato il momento di far abbandonare il lettone a tuo figlio, inizia sin da subito a stabilire una “routine della nanna”, rendendo rituali gesti come andare in bagno, indossare il pigiamino, leggere un racconto, ecc.;
  • Rendi la cameretta calda, accogliente e scegli delle lucine adatte per la notte, in modo che il piccino non si prenda di paura;
  • Ogni bimbo ha il suo giocattolo/ peluche preferito, per cui fai si che diventi il suo fedele compagno di dormite (oltre che di gioco), assicurandolo che lui sarà sempre al suo fianco;
  • Niente urla o battaglie, in quanto controproducenti per il tuo obiettivo, nonché frustranti per il piccolino;
  • Trovare un compromesso, specie all’inizio della “missione”, è l’ideale con i bambini più grandicelli. Ad esempio, promettigli un posto nel lettone, dove passare del tempo insieme, un giorno alla settimana,
Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma neanche impossibile. È importante non lasciarsi vincere dalla stanchezza o cedere ai suoi capricci. Sai bene che non potrai sempre accontentarlo in tutto e per tutto e che arriverà il momento in cui dovrai anche dire NO. Questo è uno di quelli e lo aiuterà a crescere!

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